Blum: trasformare il retail per renderlo più inclusivo

    • Università: Luigi Bocconi
    • Docenti:

      Sandro Castaldo

    • Tutor:

      Anna Righi

    • Studenti:

      Federica Cardona, Angelo Cursano, Simona Festa, Thomas Sartori, Giulia Russo, Tommaso Villa

    Nome del gruppo: Gruppo 7

    Blum è un retailer che vuole migliorare la qualità della vita delle persone e promuovere una società più equa e rispettosa delle diversità. L'idea si basa su un approccio che elimina le barriere ambientali, favorendo un'esperienza di acquisto senza ostacoli, grazie all'adozione di determinate tecnologie, formazione specifica del personale e una vasta gamma di servizi accessori.

    Il target di Blum

    Il target principale sono anziani e persone con disabilità, un segmento in crescita a causa del progressivo invecchiamento della popolazione italiana e della presenza significativa di disabilità, soprattutto tra gli over 65. L'assortimento del supermercato risponde alle loro esigenze: maggior profondità per prodotti specifici per la salute e minore per le altre categorie, come il baby care.

    Il layout

    Il punto di vendita, di 1.000 m2, è situato a Famagosta, zona ben collegata ai mezzi di trasporto. Il design interno segue un layout circolare, favorendo un ambiente aperto e dinamico, senza percorsi obbligati, con pavimentazione antiscivolo e tattile per garantire sicurezza e orientamento. L'area centrale ospita un bar con bancone regolabile e "l'albero della vita", simbolo di diversità e connessione.

    Scaffali ad hoc e banchi serviti per un miglior servizio

    Gli scaffali, chiamati switching shelves, sono un elemento distintivo: pannelli motorizzati che scorrono verticalmente rendono i prodotti accessibili a chiunque, senza bisogno di scale. Le etichette includono scritte in braille e immagini per persone autistiche. Negli angoli si trovano corner serviti per: carne, pesce, salumi/formaggi e pane/rosticceria, collegati da banchi frigoriferi con surgelati, latticini, pasta fresca, frutta e verdura.

    La tecnologia, chiave inclusiva

    Elemento fondamentale è la tecnologia: totem interattivi offrono assistenza nella selezione dei prodotti e nel reperimento degli stessi dagli scaffali. Si possono visualizzare mappe digitali del punto vendita, informazioni sui prodotti ed effettuare chiamate di emergenza. Un'applicazione mobile integra i servizi, consentendo la prenotazione della spesa, il trasporto e la ricerca dei prodotti. Ulteriori ausili includono mappe tattili all'ingresso e carrelli integrabili con sedie a rotelle. Le attività accessorie mirano a creare una comunità intorno al supermercato. Per gli anziani sono previsti corsi di alfabetizzazione digitale e tour guidati sull'alimentazione sana. In alcuni orari, musica e luci soffuse arricchiscono l'esperienza, permettendo di gestire i flussi di domanda senza compromettere l'inclusione.

    Inclusione con la comunicazione

    La strategia comunicativa, incentrata sull'inclusione, si distingue dai competitor. La comunicazione avviene tramite campagne O-O-H nelle zone limitrofe, pubblicazioni sulla stampa locale, social media e sito corporate. Il tono è empatico e ispirazionale, con storytelling che valorizza i valori del marchio. L'evento di apertura, organizzato a novembre, è un momento chiave per costruire il rapporto con i clienti, con attività dimostrative, laboratori creativi e gadget sostenibili.

    Fidelizzazione virtuosa

    Il programma fedeltà premia non solo la spesa, ma anche la frequenza, la partecipazione alle attività sociali e l'utilizzo dei diversi canali. I clienti accumulano punti singolarmente o in team, con premi che vanno da sconti personalizzati a regali esclusivi e riconoscimenti pubblici. L'algoritmo che gestisce i punteggi è dinamico, adattandosi ai comportamenti di acquisto per offrire obiettivi personalizzati e sfidanti.

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